Wanda Tommasi

Contatto

CURRICULUM DELL’ATTIVITÀ SCIENTIFICA E DIDATTICA

1973-1977: Studio di Filosofia presso l’Università di Padova.
1977: Laurea in Filosofia all’Università di Padova (relatore: prof. Umberto Curi).
1979: Diploma di Perfezionamento in Filosofia, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova.
1983: Diploma di Perfezionamento, in Metodologia della ricerca filosofica e filosofia delle scienze, presso la Facoltà di Magistero, Università di Padova.
1978-1988: Insegnamento di Materie letterarie e poi di Filosofia e storia nelle scuole secondarie superiori (abilitazioni all’insegnamento in Materie letterarie, Filosofia e storia e Scienze umane). Esercitazioni e seminari di filosofia tenuti presso l'Università di Padova.
1988-2004: Ricercatrice di Storia della filosofia presso l'Università di Verona.
1992-2005: Come ricercatrice, incarico di insegnamento di Storia della filosofia contemporanea all’Università di Verona.
Nel 2005 è vincitrice di concorso per un posto di professore associato di Storia della filosofia contemporanea presso l’Università di Verona.
Dall’ottobre 2006 è professoressa associata di Storia della filosofia contemporanea presso l’Università di Verona. Nel 2009 riceve la conferma in ruolo.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA

La mia ricerca ha privilegiato la storia della filosofia dell’Ottocento e del Novecento e, a partire dal 1984, è legata al pensiero della differenza sessuale, che non considera insignificante la differenza di essere donne e uomini in quello che fa la mente. Nel suo complesso, tale ricerca è riconducibile a quattro nuclei tematici, i primi due legati a un’impostazione filosofica tradizionale, i secondi due successivi alla svolta del pensiero femminile e orientati dal pensiero della differenza:
1) il problema della soggettività da Hegel alla crisi del soggetto nella filosofia contemporanea;
2) la presenza dell’hegelismo nella filosofia francese del Novecento;
3) valorizzazione del pensiero femminile contemporaneo;
4) la differenza sessuale.

1) Il problema della soggettività da Hegel alla crisi del soggetto nella filosofia contemporanea: a questo primo indirizzo di ricerca si possono ricondurre i lavori su Hegel e su Wittgenstein.
Per ciò che riguarda Hegel, ho indagato la relazione tra la Natuphilosophie e la concezione hegeliana dell’economia politica (nel volume La natura e la macchina. Hegel sull'economia e le scienze e in alcuni saggi dello stesso periodo): ne emerge una concezione della natura che sostanzialmente la oggettiva e la vede come “incubo” da attraversare, e che affida all’operare umano e all’astuzia della ragione il compito di uscire dalla “palude” della morta esteriorità degli elementi naturali. Risalta così la specificità della Naturphilosophie hegeliana rispetto alle filosofie della natura romantiche, in particolare rispetto a quella schellinghiana: quella di Hegel è una rilettura “speculativa” dei prodotti dell’intelletto scientifico del suo tempo, piuttosto che una ricerca di “belle analogie”, che sarebbero presenti nella natura stessa, animandola dall’interno. L’influenza di Hegel è stata analizzata anche in relazione al rifiuto crociano degli pseudoconcetti e della filosofia della natura hegeliana (“Una tranquilla rivoluzione filosofica”. L’influenza di Hegel nella concezione crociana della scienza).
Per ciò che riguarda Wittgenstein, ho analizzato il problema della soggettività, nel contesto della crisi del soggetto nella filosofia contemporanea, indagando il ruolo dell’io nel complesso della produzione wittgensteiniana: dalla rimozione del soggetto ai margini del linguaggio nel Tractatus fino alla ricomparsa del soggetto all’interno dei giochi linguistici, in cui l’io è coinvolto in una molteplicità di forme di vita, che ne rendono problematica una definizione univoca. (Il problema del soggetto nel secondo Wittgenstein e Immagini della soggettività in Cartesio e in Wittgenstein ).

2) L’influenza dell’hegelismo nella filosofia francese del Novecento è stato il filo conduttore di uno studio sul pensiero di un filosofo e critico letterario contemporaneo, Maurice Blanchot, in cui ho rintracciato il motivo dell’hegelismo, presente nella filosofia francese del Novecento in seguito all’insegnamento di Kojève.
Il volume Maurice Blanchot: la parola errante riconduce Blanchot all’hegelismo francese degli anni trenta e si interroga sul concetto blanchotiano di “neutro” nella sua funzioni antidialettica: il neutro, che è né l’uno né l’altro di due termini in opposizione, rimanda alla differenza che nessuna mediazione dialettica può conciliare. Per Blanchot, il soggetto della scrittura è passività estrema, apertura incondizionata all’altro e all’ignoto: tale alterità, nei momenti-limite dell’esperienza, si rivela come morte, sofferenza, impossibilità. Nella lettura di Blanchot, ho privilegiato il rapporto con la filosofia di Hegel, filtrata attraverso l’interpretazione di Kojève, ma ho sviluppato anche un confronto con Heidegger, Bataille e Lévinas (cfr. anche i saggi Per un’esperienza non dialettica della parola: la presenza di Hegel nel primo Blanchot e Tecnica e scrittura. Il mito della fine in M. Blanchot).

3) Valorizzazione del pensiero femminile contemporaneo. Dal 1984 sono entrata a far parte di una comunità filosofica femminile che si è data il nome di “Diotima”, la sacerdotessa di Mantinea evocata nel Simposio di Platone: tale gruppo di discussione e di ricerca, composto solo da filosofe donne, è tuttora attivo presso l’università di Verona. Da allora, l’indirizzo dalla mia ricerca è cambiato e si è rivolto all’elaborazione del pensiero della differenza sessuale, che interroga il senso di essere donne e uomini in quello che fa la mente, e alla valorizzazione del pensiero femminile contemporaneo. Come accade a causa della contingenza degli eventi, sono stati gli incontri con filosofe femministe, come Luce Irigaray, Luisa Muraro e Chiara Zamboni, ad aver determinato questa svolta nel mio pensiero. Tuttavia, un elemento di continuità fra la prima fase, sintetizzata nei primi due punti, e la seconda fase della mia ricerca, sintetizzata negli ultimi due, si può rintracciare nell’attenzione per la mistica: in Hegel, come è noto, il mistico è lo speculativo e, fra le autrici contemporanee, io ho rivolto in particolare l’attenzione a quelle autrici, come Simone Weil ed Etty Hillesum, che sono caratterizzate da un percorso spirituale di tipo mistico. L’importanza della mistica, nell’intento di valorizzare l’apporto del pensiero femminile, è legata alla consapevolezza che molto sapere di donne si è espresso, anche in passato, nell’ambito della mistica; quello mistico infatti è un sapere che non ha escluso le donne, ma che le ha viste anzi protagoniste.
In Simone Weil, ho affrontato il tema dell'immaginazione, ostacolo che impedisce di fare il vuoto, necessario per l’apertura a Dio (nel volume Simone Weil. Segni, idoli e simboli) e quello dell'esperienza mistica e religiosa (nel volume Simone Weil. Esperienza religiosa, esperienza femminile e nel saggio Mistica e filosofia in Simone Weil). Oltre ai due volumi, molti sono i saggi dedicati a Simone Weil, che mi ha accompagnato per circa dieci anni nella mia ricerca: alcuni fra questi si interrogano sul legame fra mistica e politica nel pensiero dell’autrice francese (Le possibilità della politica: realismo e utopia in Simone Weil, Dalla non-violenza di Dio alla violenza delle collettività: Simone Weil e René Girard, Il re nudo. L'immaginario del potere in Simone Weil, «Al di là della legge». Diritto e giustizia nell'ultima Weil e Il bisogno di avere radici).
Per ciò che riguarda Etty Hillesum, pensatrice ebrea morta ad Auschwitz nel 1943, mi sono interrogata sul problema del male («Il marciume che c'è negli altri c'è anche in noi». Il problema del male in Etty Hillesum) e sulla ricerca, da parte dell’autrice, delle forme di scrittura capaci di rendere comunicabile l’esperienza-limite della Shoah. Nel mio libro sulla Hillesum (Etty Hillesum. L’intelligenza del cuore; traduzione spagnola Etty Hillesum. La inteligencia del corazòn nel 2003 presso la casa ed. Narcea di Madrid), ho posto al centro l’esperienza spirituale e mistica dell’autrice, che si traduce in invenzioni simboliche come quella di “aiutare Dio”, che presenta significative somiglianze con Bonhoeffer.
L’intento di valorizzare il contributo femminile al pensiero contemporaneo si è espresso poi in una ricerca sul tema della malinconia, che ha dato origine al volume La scrittura del deserto. Malinconia e creatività femminile. Questo libro si propone di esplorare il legame fra malinconia e creatività in alcune autrici contemporanee: esso attraversa l’opera di Sylvia Plath, Marguerite Duras, Marina Cvetaeva e Ingeborg Bachmann e si chiude con una riflessione sul deserto e sulla speranza nella filosofia di María Zambrano. La malinconia è la fonte segreta di molta scrittura, ma lo è in modo paradossale: a rigore, infatti, chi ne è colpito ammutolisce, sprofonda nel silenzio. Il paradosso è quello di un deserto affettivo e di parola, che, tuttavia, si presenta come il fondo indicibile e oscuro da cui sgorga la scrittura. La malinconia costringe al silenzio, ma l’ascolto del silenzio dà origine alla scrittura del deserto. Il libro suggerisce anche una prossimità fra malinconia e mistica.
Alla valorizzazione del pensiero femminile contemporaneo appartiene anche il volume sulla filosofa spagnola Maria Zambrano. La passione della figlia, in cui analizzo il pensiero dell’autrice alla luce di tre nuclei tematici fondamentali: l’idea della filosofia come pratica di trasformazione di sé, la relazione con il divino e la concezione della donna. La ricerca di una filosofia come pratica di vita emerge dai saggi di Zambrano sulla confessione e sulla guida, e viene poi rilanciata attraverso delle immagini che cercano di far innamorare il cuore. Dalle riflessioni di Zambrano sul divino, emerge l’importanza di una genealogia femminile come la più adatta a favorire la discesa dello Spirito: alla passione del Figlio, centrale nella tradizione cristiana, Zambrano accosta la passione della figlia – Antigone –, che consiste in una discesa agli inferi per consentire la piena germinazione terrestre e umana. Infine, a partire dalle considerazioni di Zambrano sulla donna e su alcune figure femminili (Diotima, Eloisa e Nina, personaggio di un romanzo di Galdòs), si articola un confronto con il pensiero della differenza sessuale: l’autrice spagnola cerca di dare alla ragione occidentale, troppo compromessa con l’avventura maschile di libertà, un volto femminile e materno.

4) La differenza sessuale: come ho già ricordato, fin dalla fondazione faccio parte della comunità filosofica femminile “Diotima”, che opera all'Università di Verona e che riunisce filosofe e studiose di diverse discipline. Nella prospettiva del pensiero della differenza, mi sono occupata della differenza femminile in filosofia, approfondendo in tale direzione la critica alla neutralità-universalità del sapere, iniziata con il saggio La tentazione del neutro. A tale orizzonte di ricerca si ricollegano i saggi Il soggetto femminile in filosofia e Il lavoro del servo (tradotto in tedesco: Die Arbeit des Knechts) nei quali viene analizzata criticamente la nozione di soggetto nella filosofia moderna, in particolare in quella hegeliana, alla luce della riflessione femminile contemporanea. Il saggio Amicizia, comunità, differenza femminile attraversa filosoficamente il tema dell'amicizia nell'orizzonte del pensiero della differenza sessuale. Il significato del lavoro femminile, in un confronto con la filosofia del lavoro a partire da Hegel e da Marx, viene analizzato nel saggio Il lavoro tra necessità e libertà. Alla prospettiva della differenza sessuale sono riconducibili anche i saggi Identità e appartenenze a partire dalla differenza femminile e Di madre in figlia: quest’ultimo si interroga sul rapporto del soggetto femminile con la tradizione di pensiero maschile che ci sta alle spalle.
All'orizzonte della differenza sessuale vanno ricondotti inoltre alcuni dei saggi dedicati a Simone Weil, quelli che maggiormente si concentrano sulla tematica della differenza femminile: fra questi, si segnalano Simone Weil: dare corpo al pensiero e Cosmos: la experiencia del cuerpo femenino en Simone Weil.
Il taglio della differenza sessuale si è concretizzato anche nella stesura di un volume (I filosofi e le donne. La differenza sessuale nella storia della filosofia), in cui viene analizzata la tendenza androcentrica e, spesso, misogina della filosofia occidentale, in pensatori come Platone, Aristotele, Agostino, Tommaso, Cartesio, Rousseau, Kant, Hegel, Marx, Schopenhauer, Kierkegaard e Nietzsche; alle loro opinioni “sulle donne” fanno da contraltare diverse voci femminili, quelle di alcune mistiche (Ildegarda di Bingen, Margherita Porete, Teresa d'Avila), di una pensatrice illuminista (Mary Wollstonecraft) e di pensatrici e filosofe contemporanee (Woolf, De Beauvoir, Weil, Arendt, Zambrano, Irigaray). Nel libro ci si chiede perché la cultura occidentale, dalle sue origini fino a oggi, presenti tracce tanto vistose quanto persistenti di misoginia: si cerca di rispondere a questa domanda ripercorrendo la tradizione filosofica che ci sta alle spalle alla luce del pensiero della differenza sessuale. Quest'ultimo fa capire che l'identità umana altro non è che essere donna/uomo: è identità e differenza, e dunque essa esige il lavoro della mediazione. La misoginia è una scorciatoia, un'occupazione abusiva da parte di uno dei due sessi dell'intero spazio dell'umano. Nei filosofi della tradizione, agisce per lo più una rappresentazione dell'identità umana che, volendo elevarla verso il divino, al di sopra dell'immediatezza della vita, del corpo e dei bisogni, allontana da sé come meno che umana la differenza femminile, che alla riproduzione e al corpo rimane inevitabilmente legata (il volume è stato tradotto in spagnolo, dalla casa editrice Narcea di Madrid).
Il pensiero della differenza sessuale orienta anche la ricerca sul tema della vita quotidiana confluita nel libro “Oggi è un altro giorno”. Filosofia della vita quotidiana: infatti, al centro vi sono il quotidiano di donne e il pensiero dell’esperienza. E’ stato soprattutto grazie alla riflessione nata nel femminismo che si è restituito valore al sapere di esperienza e che, dopo una fase iniziale di critica e di rifiuto, si è interrogata la vita quotidiana come luogo significativo, capace di fare luce e senso. Dopo la ripresa di alcune prospettive teoriche sul quotidiano, da Heidegger a Lefebvre, da Freud a Wittgenstein, il testo intreccia l’analisi filosofica con il filo della narrazione, confrontandosi con l’opera narrativa di diversi scrittore e scrittrici contemporanei. Ne emerge un quadro in cui ripetizione e invenzione si alternano felicemente, dando vita alla creazione simbolica quotidiana che noi facciamo di noi stessi. “Oggi è un altro giorno” significa che oggi non è uguale a ieri, che la ripetizione non può avere l’ultima parola in un quotidiano aperto all’imprevisto.
All’orizzonte della differenza sessuale sono riconducibili infine i saggi contenuti nei volumi di Diotima (ne ricordo solo alcuni: In gioco, Soglia e L’ombra della madre) e numerosi articoli pubblicati in lingua straniera (soprattutto in spagnolo), che hanno contribuito a far conoscere il pensiero della differenza sessuale all’estero (ne ricordo alcuni: Practicàs y teorìas: un saber de experiencia, La escritura del desierto, La violencia de Occidente en el pensamiento de Marìa Zambrano y de Simone Weil, Lo bello como encarnaciòn, Cuerpo y alma son una cosa sola).

ATTIVITÀ DIDATTICA

Dall’A. A. 1988/’89 al 1994/’95: tengo esercitazioni e seminari in appoggio al corso di Storia della filosofia moderna all’Università di Verona.
Dall’A. A. 1992/’93 al 2004/2005: come ricercatrice, tengo, per affidamento o supplenza, il corso di Storia della filosofia contemporanea all’Università di Verona. Svolgo inoltre esercitazioni e seminari in appoggio al corso di Storia della filosofia moderna presso la medesima Università.
Dal 2006 a oggi: come professoressa associata, tengo i corsi di Storia della filosofia contemporanea all’Università di Verona sia per gli studenti della laurea triennale (6 crediti) sia per quelli della magistrale (12 crediti).
Svolgo inoltre lezioni per i dottorandi e dal 2010 insegno nel master “Filosofia come via di trasformazione”.
L'attività didattica svolta finora ha seguito, a grandi linee, i motivi conduttori della mia ricerca.
Ho seguito numerosi studenti nell'elaborazione della tesi di laurea e tengo mensilmente, con Chiara Zamboni e altre docenti dell’Università di Verona, un “Laboratorio tesi di laurea”, luogo di discussione libera su tesi di laurea legate all’orizzonte della differenza sessuale.
Sto seguendo due tesi di dottorato sul pensiero femminile contemporaneo.
Ho fatto parte, dal 1989 al 1997, della redazione della rivista «Iride» (Il Mulino, Bologna).
Ho tenuto conferenze in numerose città italiane e all'estero.

Ho partecipato attivamente ai seguenti convegni scientifici:

Convegno su Simone Weil, organizzato dall'Association Simone Weil, Strasburgo, aprile 1991
Convegno internazionale su «Simone Weil e Paul Ricoeur», Rio de Janeiro, 13-15 settembre 1993
Convegno su «Autorità e potere», Istituto per gli studi filosofici di Napoli, 12-13 ottobre 1993
Convegno su Simone Weil, Università di Barcellona, 17-18 marzo 1994
Convegno «En hypomené. Attenzione e attesa nel pensiero di Simone Weil», Istituto per gli studi filosofici di Napoli, 20-21 aprile 1994
Convegno «Le donne e il sacro», Venezia, Università Ca' Foscari, 26-27 gennaio 1996
Convegno su Descartes, Università di Verona, 16-17 aprile 1997 (relazione su «La percezione come lettura di segni. Simone Weil interprete di Descartes»)
Convegno su «Simone Weil: cristianesimo e civiltà occidentale», Università di Palermo, 5-6 novembre 1997
Convegno su «Simone Weil et la mystique», Parigi, novembre 1998
Convegno su «Tolleranza, Ideologia, Tradizione. La forza della verità», Università di Verona, 11-12 ottobre 1999
Convegno internazionale su Maria Zambrano: Barcellona, 7-8 maggio 2001 (relazione: «Pensar por imagenes: Simone Weil y Maria Zambrano»)
Convegno internazionale su «Simone Weil. La passion de la raison», Università Paris VIII, Parigi, 27 ottobre 2001 (relazione: «Simone Weil. La splendeur du visible»)
Convegno nazionale della Società delle letterate, Venezia, 31-1/1-2-2002 (relazione: «Il diario come trasformazione di sé e come presa di coscienza: Etty Hillesum e Carla Lonzi»)
Convegno internazionale su Etty Hillesum, Roma, 26 gennaio 2002 (relazione: «Etty Hillesum mistica?»)
Convegno internazionale 10° Symposium of the International Association of Women Philosophers, «A Passion for Freedom», Barcellona, 2-5 ottobre 2002, con la relazione «Pràcticas y teorìas: un saber de experiencia»
Convegno nazionale «Una storia, tante storie. Etty Hillesum. Donne e percorsi di libertà», Università di Messina, 8 novembre 2002, con la relazione: «Etty Hillesum: la cura nel vivere»
Convegno internazionale «La passività in Maria Zambrano», Università di Verona, 30 settembre - 1 ottobre 2004, con la relazione «Il dono della malattia e dell’esilio: il riscatto della passività».
Convegno internazionale “Universalismo religioso e incontro delle culture in Simone Weil, Padova, 31 ottobre, 1-2 novembre 2005, con la relazione “Platonismo e cristianesimo in Simone Weil”.
Convegno internazionale “le figure della violenza”, Università di Padova, 30-31 marzo 2007, con la relazione “Il femminile davanti alla violenza della storia”.
Convegno internazionale “Che cosa ci sta succedendo? Corpo, lavoro, politica, religione”, Lecce, 1-5 settembre 2008, con la relazione “Il dolore e la storia”
Convegno internazionale su “Simone Weil. La conciencia del dolor y la belleza”, Valencia, 22-24 ottobre 2008 con la relazione “Lo bello como encarnaciòn”.
Convegno nazionale su “L’esperienza mistica di Assisi nel pensiero di Simone Weil, nel centenario della nascita”, Assisi, 13 giugno 2009.
Convegno internazionale “La vita, il limite, le leggi: tutela, controllo, fiducia”, Lecce, 1-5 settembre 2009, con la relazione “La vita quotidiana fra invenzione e assoggettamento alle norme”.
Convegno nazionale sulle figure femminili del Novecento, Potenza, 28-31 gennaio 2010, con una relazione su Simone Weil.
Convegno nazionale su “Maria Zambrano. La politica come destino comune”, Università di Trento, 20-21 ottobre 2011, con la relazione su “La passione della figlia”.

Verona, 2 luglio 2012
Wanda Tommasi
Scrivere il curriculum

Che cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum deve essere breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore della macchine che tritano la carta.
(Wislawa Szymborska, da Gente sul ponte, tr. it. di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano 1986).

NOTIZIE E BIBLIOGRAFIA PER IL MASTER

Wanda Tommasi vive a Verona, dove insegna filosofia all’università. Fin dalla fondazione, fa parte della comunità filosofica femminile “Diotima”, con cui ha elaborato il pensiero della differenza sessuale. Nella sua ricerca, ha privilegiato l’opera di Simone Weil, a cui ha dedicato due volumi, e quella di altre pensatrici contemporanee. Fra le sue pubblicazioni:

Simone Weil: segni, idoli e simboli , Franco Angeli, Milano 1993

Simone Weil. Esperienza religiosa, esperienza femminile, Liguori, Napoli 1997

I filosofi e le donne. La differenza sessuale nella storia della filosofia, Tre lune Edizioni, Mantova 2001

Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore, Edizioni Messaggero, Padova 2002

La scrittura del deserto. Malinconia e creatività femminile, Liguori, Napoli 2004

Maria Zambrano. La passione della figlia, Liguori, Napoli 2007

Oggi è un altro giorno. Filosofia della vita quotidiana, Liguori, Napoli 2011

Ciò che non dipende da me. Vulnerabilità e desiderio nel soggetto contemporaneo, Liguori, Napoli 2016















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