Simonelli: Differenza e somiglianza nella fenomenologia religiosa

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Di ciò che non si può dire, è meglio non smettere di parlare.
– Jean-Luc Nancy, Corpus

Un giorno si aprì la porta di una vacanza senza fine. Capitò quando, leggendo […] testi di quella che chiamano mistica femminile, cominciai a udire le parole di una nuova conversazione, non semplicemente nuova ma inaudita, tra due che, per brevità, chiameremo una donna e Dio. Una donna c’era di sicuro, Dio non so, ma di sicuro lei non era sola, c’era un altro o un’altra la cui voce non arrivava fino a me ma che sentivo lo stesso perché faceva un’interruzione nelle parole di lei, o meglio una cavità che trasformava la lettura, la rendeva simile al gesto di chi beve lentamente da una tazza.
– Luisa Muraro, Il dio delle donne

Dio che non esisti ti prego.
– Dino Buzzati, L’addio

 

Questo contributo al master si articola in due momenti, uno storico letterario (A) e uno tematico [(B): che si svolgerà nel prossimo anno accademico].

A – Prospettiva storico-letteraria

All’interno della tradizione ebraico/cristiana (cui appartengo, che studio e a cui prevalentemente mi riferirò) vi sono state e vi sono formalizzazioni diverse del rapporto filosofie/teologie e, reciprocamente, teologie/filosofie (spesso entrambe le discipline sono rese con un singolare che rischia di essere onnivoro). Questo percorso vuol tuttavia privilegiare una via forse più rischiosa dal punto di vista disciplinare, ma che presenta il vantaggio di partire dalle pratiche: la pratica religiosa è un modo di essere nel mondo, che a certe condizioni (non sempre, dunque...) attraversa l’istituzione religiosa con le sue determinazioni (miti, riti, ethos, ruoli), paradossalmente, con libertà e “ostinazione”. Di tali condizioni fanno parte anche le opzioni filosofiche, almeno nel senso di come stare nel mondo e di come rapportarsi all’idea di verità.

Come rintracciare tali pratiche e le esperienze che le hanno configurate? Come intenderle come filosofie e vie di trasformazione? Quanto al primo interrogativo proverò a muovermi a partire dal Libro – «[come Mosè] autore di un libro che non ha scritto e lettore di un libro che lo scrive» (Edmond Jabès, Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato, SE, Milano 2001, 98) – non solo in quanto testimonianza di esperienza, ma anche in quanto punto di partenza di molteplici riscritture e dunque motore di altre esperienze. Quanto al secondo interrogativo, provare a rispondere sarà compito del lavoro comune nel master.

Si individueranno perciò alcuni percorsi di pratica religiosa e mistica, anche nella prospettiva della differenza:

1. “Dio era in questo luogo e io non lo sapevo”: luoghi, confini e sconfinamenti
2. “A immagine e somiglianza”: identità, esclusione/inclusione, trasformazione in un lemma biblico e in alcune sue riletture
3. Delle leggi patrie: Antigone e le sue figure (Ildegarde di Bingen, Araceli Zambrano)
4. Della mistica: Chiara liquida, Teresa dissidente
5. Dello stare nel secolo breve: Magdeleine Delbrêl, Christian de Chergé

Bibliografia

Il particolare taglio del modulo storico-letterario rende difficile indicare un testo-base da considerare come obbligatorio. Posso indicare alcuni contributi di taglio generale, che restano sullo sfondo anche del modulo tematico dell’anno prossimo:

  • AIME, Oreste, Il circolo e la dissonanza. Filosofia e religione nel Novecento, e oltre, Effatà, Cantalupa (TO) 2010.
  • Concepire l’infinito, a cura di Annarosa BUTTARELLI, la Tartaruga - Baldini Castoldi Dalai, Milano 2005.
  • FABRIS, Adriano, Filosofia delle religioni, Carocci, Roma 2012.
  • LENOIR, Frédéric, Le metamorfosi di Dio. La nuova spiritualità occidentale, Garzanti, Milano 2005.
  • Un cantiere senza progetto. L'Italia delle religioni. Rapporto 2012, a cura di Paolo NASO e Brunetto SALVARANI, EMI, Bologna 2012

Riferimento costante, come si evince dal programma, sarà La Bibbia, anche se non ritengo necessario indicare una particolare edizione [EDB, Paoline, Piemme] né traduzione [CEI, TOB, Interconfessionale]. Durante il corso verranno comunque fornite le pericopi bibliche di riferimento, nonché ulteriore bibliografia.

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