Potente: Il Metodo e le Discipline

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La complessità della realtà attuale rivelata nelle molteplici identità sociali, culturali e religiose. L’inquietudine di un essere umano che “non ha assistito alla propria creazione”. Le rivendicazioni dei popoli nella loro ricerca di autodeterminazione e la critica sempre più pressante dei diversi gruppi sociali in un sistema economico ingiusto e precario, sono alcuni dei sintomi di un’umanità che sta cercando di ricostruire il suo destino storico insieme a quello della biodiversità cosmica, attraverso nuove pratiche esistenziali e sociali.

In questo quadro generale il sogno, sia esso di tipo ideologico o religioso, non è sufficiente. La tecnologia così come il mercato, che a prima vista sembrano riuscire a soddisfare molti dei bisogni umani, non conseguono sostenere il tessuto più profondo dell’umano più umano. I singoli soggetti, nonostante l’elogio dell’individualità, come non mai si sentono abbandonati a iniziative sporadiche e, la maggior parte delle volte, fini a se stesse.

La frattura tra la teoria e la prassi – inquietudine di ogni generazione storica – è evidente in tutti i settori, anche in quelli che pensavamo più esigenti sotto questo punto di vista, sia di tipo politico che religioso.

L’inquietudine dunque, non si aggira solo attorno alla questione sociale e alle sue relative pratiche, ma anche attorno a noi stessi, tra mondi interiori, immaginari individuali e collettivi. Il nodo della questione non è solo “la storia” ma le nostre stesse storie; innumerevoli tentativi per avvicinarci a obiettivi e sogni, realizzare desideri e progetti in cui sono coinvolte emozioni e passioni, ideali e fedi, intelligenze e sensibilità.

Da qui il tentativo di ricercare, in mezzo a sapienze e pratiche culturali, religioso-esistenziali, non solo stili di vita sporadici e palliativi alternativi ma veri e propri percorsi di liberazione e ri-creazione, per ritessere le trame del nostro tessuto socio-esistenziale. Per fare questo è necessario rivisitare metodi di vita e individuare “discipline” che ci aiutino a percorrere altri percorsi.

 

Itinerario di una pratica-riflessiva

Prima Pratica Riflessiva (24 novembre 2012)

  1. Il punto della situazione; lettura ed ermeneutica dei lineamenti del presente della nostra storia e delle nostre storie. Situazione e situazioni politico-esistenziali
  2. Tra critica e autocritica: ciò che già conosciamo e sappiamo; ciò che abbiamo praticato e pratichiamo
  3. Dove guardare: tra memoria e presente. Echi di alcune proposte. Inquietudini metodologiche lungo la storia: riforme esistenziali versus riforme istituzionali

Seconda Pratica Riflessiva (1 Dicembre 2012)

  1. Ermeneutica dei termini: metodo; disciplina versus discipline
  2. Itinerari etici: dalla sporadicità alla virtù. Dallo studio alla studiositas.

Terza Pratica Riflessiva (15 dicembre)

  1. Da itinerari individuali a itinerari comunitari: “le regole” che si danno i gruppi umani nel tempo

Quarta pratica riflessiva (22 dicembre)

  1. Pratiche individuali e sociali: metodologie pratico-contemplative (mistico-politiche)

 

Indicazioni bibliografiche generali

Zambrano Maria, Verso un sapere dell’anima, Raffaello Cortina Editore, Milano 1996

Zambrano Maria, Scritti sulla filosofia e sull’educazione, a cura di Annarosa Buttarelli. Marietti, Genova-Milano 2008

Arendt Hannah, Vita activa. La condizione umana, Bompiani, Milano 2011

Potente Antonietta, Un bene fragile. Riflessioni sull’etica, Mondadori, Milano 2011

Bibliografia specifica

Bruni Luigino, Smerilli Alessandra, Benedetta Economia. Benedetto di Norcia e Francesco d’Assisi nella storia economica europea, Città Nuova, Roma 2008

San Basilio, Regole ampie, in Classici UTET, Torino 1980, Pagg. 211-332; 333-512

Canone Buddhista, Classici UTET, Torino 1967, I-II

Limentani Giacoma, Gli uomini del libro. Leggende ebraiche, Feltrinelli, Milano 1995

Regole Monastiche d’occidente, Edizioni Qiqajon, Magnano (VC) 1989

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