Pratiche di cura

Pratiche di cura

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Letizia Paolozzi

Titolo I

La cura da oblatività femminile a leva di trasformazione

 

Il femminismo storico aveva rifiutato la cura come una vocazione imposta, una negazione dell’autodeterminazione femminile e uno sfruttamento delle donne. Tuttavia, con Carla Lonzi viene messa in questione la separazione tra sfera domestica della riproduzione e sfera pubblica: nasce un inedito soggetto femminile. Lonzi intendeva archiviare la lunga vicenda dell’emancipazionismo socialista e comunista introducendo l’idea di una soggettività storica autonoma delle donne non assimilabile, mediante processi emancipativi , agli universali dell’Uomo (Hegel) o della Classe (Marx).

Non si tratta più di dare per buono l’universalismo dell’unica rappresentazione del mondo (e delle donne) fatta dal solo soggetto che ha il potere di costruirla: gli uomini. Bisogna nominare la differenza dei sessi e l’importanza delle relazioni. La riscoperta della cura avviene proprio in rapporto alle relazioni.

Oggi per il gruppo delle femministe del mercoledì la cura è indispensabile alla riproduzione della vita e rende possibile il vivere associati.

A certe condizioni è un’esperienza fondamentale, capace di rendere più umani i rapporti. Ma, soprattutto, dare valore alla cura significa aprire una diversa considerazione del rapporto tra la libertà e la dipendenza giacché dipendiamo da chi ci mette al mondo, da chi ci aiuta a crescere, dalla terra che ci accoglie, dall’ambiente che ci circonda.

Ognuno, ognuna di noi, se ci riflette, può portare un numero infinito di esempi di pratica della cura. Esempi che vorrei introdurre citando fatti presi dalla cronaca e che sarà interessante commentare insieme agli studenti.

 

Bibliografia

 

Gruppo delle femministe del mercoledì, La cura del vivere (supplemento al numero 89 del settembre 2011 di Leggendaria)

Letizia Paolozzi, Prenditi cura, et al. 2013

Lorenza Zanuso in Imparare sbagliare vivere Storie di lifelong learning, a cura di Laura Balbo, Franco Angeli 2013

Carlo Flamigni, Il Primo Il mito di Cura, Ogni uomo è tutti gli uomini Edizioni 2014

 

Titolo II

Incuria e crisi della politica: una questione maschile

 

Bene simbolico, polisemico e relazionale, la cura ancora oggi continua a suscitare sospetti. La ragione principale dei sospetti consiste nel suo intrecciare tanto da renderli indistinguibili amore e dominio (amore e lavoro). La conservazione della specie si è venuta a confondere con la maternità e con il sentimento che lega la donna al figlio, a un uomo, a una persona particolarmente cara cosicché i confini risultano spesso indistinguibili. Affrontare alla radice la divisione sessuale del lavoro, e vedere le conseguenze che ha sulla relazione tra uomini e donne diventa molto complicato.

Tuttavia, cominciano a vedersi in giro anche esempio di uomini, figli che si considerano in debito con i genitori, giovani padri che si prendono cura dei figli. E si interrogano sulla possibilità (anche nel campo di cosa e come si produce sul terreno della produzione) di un orizzonte simbolico utile per la buona vita. E’ la novità che riguarda un sesso che faceva la guerra, andava a procurarsi il pane per la famiglia e disegnava per le donne unicamente il ruolo materno, di vestali della casa. Senza rimuovere la differenza degli uomini e delle donne, è maturo il tempo in cui anche gli uomini si prendano cura delle relazioni e del rifiuto dell’incuria che oggi affligge la politica e l’economia.

Di questo nuovo ruolo maschile parleremo con il giornalista (del gruppo Maschile Plurale) Alberto Leiss.

 

Bibliografia

 

Letizia Paolozzi Alberto Leiss, La paura degli uomini Maschi e femmine nella crisi della politica, il Saggiatore 2009

Annarosa Buttarelli, Sovrane, il Saggiatore 2013

Henning Mankell, La quinta donna, Marsilio 1999

Doris Lessing, Il diario di Jane Somers, Feltrinelli 2008

 

 

 

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