Testimonianze diplomati Master

Testimonianze diplomati Master

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Di seguito riportiamo le esperienze maturate da alcuni diplomati nelle varie Edizioni del Master.

 

Marco Girardi

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Marco Girardi - Laurea Magistrale in Filosofia

Diplomato al Master Edizione 2012

Consulenza filosofica di trasformazione nel Sindacato

L’intervento formativo si è svolto nel contesto del Sindacato CGIL-FILCAMS di Verona.

Attraverso la pratica dell’ascolto empatico è stato possibile favorire l’espressione delle esigenze trasformative del contesto da parte del gruppo di lavoro formato dai sindacalisti/sindacaliste. In riferimento alla complessità delle funzioni di tutela esercitate dal Sindacato FILCAMS, negli incontri con gli operatori/operatrici si è evidenziata l’opportunità di aumentare i momenti di scambio di esperienza tra loro.

È emersa in particolare la necessità di migliorare la qualità dell’ascolto sia all’interno del gruppo di lavoro, sia nella relazione con i lavoratori e le lavoratrici. Si è evidenziato che uno dei temi più sentiti era rappresentato dalle varie forme di disagio lavorativo, tra cui anche il mancato o carente riconoscimento della differenza sessuale delle lavoratrici dei vari settori occupazionali coinvolti.

In tale ambito è stato possibile rilevare l’importanza di una maggior valorizzazione della differenza sessuale anche nel tessuto relazionale formato dai sindacalisti/sindacaliste e nel loro rapporto con i lavoratori e le lavoratrici. Al riguardo si è osservato un significativo processo di trasformazione rispetto alla possibilità di conciliare il paradigma dell’uguaglianza, verso il quale il gruppo di lavoro era maggiormente orientato, con il paradigma della differenza  assunto dagli operatori come maggior attenzione agli altri e alle altre considerati nella loro unicità, soprattutto in riferimento alle loro differenti esistenze ed esperienze.

Si è potuto peraltro sottolineare che il pensiero della differenza sessuale condivide l’importanza delle pari opportunità, se soddisfa esigenze di giustizia sociale.

È stato inoltre confermato dai sindacalisti/sindacaliste un percorso trasformativo riferito al miglioramento della qualità dell’ascolto relazionale, e quindi dello scambio reciproco, con ripercussioni positive sul piano del rapporto con i lavoratori/lavoratrici, della crescita  del senso di appartenenza al gruppo e della motivazione verso l’attività lavorativa.

   

Manuela Moretti

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Manuela Moretti – Laurea Magistrale in Filosofia

Diplomata al Ciclo del Master 2014-2016

Ho deciso di frequentare questo Master due anni fa, in un momento in cui ero alla ricerca di un modo in cui ampliare le mie possibilità lavorative. Avevo desiderio di approfondire le mie conoscenze filosofiche e allo stesso tempo avvertivo la necessità di applicare il pensiero  alla vita quotidiana, superando così quella frattura che troppo spesso separa la filosofia dalla realtà. Durante l’ultimo anno di studi, ho svolto la mia attività di tirocinio nelle scuole, proponendo agli alunni e alle alunne un percorso di “orientamento vocazionale” per la scelta della scuola superiore che, patendo dal sentire, facesse emergere la singolarità di ciascuno/a. Durante l’attività pratica di tirocinio ho avuto modo di constatare l’efficacia del percorso proposto e delle pratiche filosofiche trasformative. Ora, dopo questa significativa esperienza pratica, sono desiderosa e fiduciosa di poter continuare a lavorare in questo ambito.

   

Natascia Minini

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NATASCIA MININI - Ciclo 2013-2015

Mi sono iscritta al Master di secondo livello in Filosofia come via di trasformazione affidandomi ad una persona che per me è una maestra di vita sia da un punto di vista personale che professionale.

Non avevo aspettative né immaginavo a cosa sarei andata incontro, avevo visto, letto più volte il programma, ma come tutti sappiamo non è sufficiente per fare una scelta.

A volte per fare una scelta bisogna seguire l'istinto, il bisogno che nasce dentro di noi di conoscere e di conoscerci di adottare nuove prospettive. La scelta diviene come sostiene Zambrano una chiamata.

Ed ecco che mi sono iscritta.

La mia provenienza non era filosofica, ho studiato lingue e letterature straniere, ma la mia vita professionale mi ha portato a svolgere una professione che io vivo come una missione e una vocazione che è quella di insegnante, educatrice e consulente scolastica specializzata nei problemi dell'apprendimento.

Che connessione c'è, c'è stata e ci sarà con questo master, l'ho scoperto durante il cammino.

Se partiamo dal presupposto che la filosofia si occupa della vita e che educa il pensiero ed il sentire, allora tutto risulta più chiaro.

I due anni di lezioni, di studio, di frequentazione di autori ed autrici, pensatori e pensatrici hanno aperto in me dei mondi che ora porto dentro quotidianamente in ciò che sono e che faccio.

Continui sono stati gli scambi di idee, le domande, il bisogno di conoscenza, di ascolto, di silenzio che si sono alternati.

Un cammino, pensavo come quello di Santiago tanto conosciuto e celebrato, costellato di filosofi e filosofe (Zambrano, Etty Hillesum, Edith Stein, Simone Weil) di scrittori e scrittrici (Sylvia Plath, Colette, Simenon, Woolf), ma anche mistici e mistiche a me sconosciuti che hanno contribuito a rendermi più consapevole della mia pratica quotidiana lavorativa e non. Mi hanno nutrito e sostenuto e tutt'ora lo fanno.

Non siamo soli quando lavoriamo e questo l'ho capito grazie al Master, siamo supportati dall'esperienza di altri ed altre che ci hanno preceduto e che grazie al fatto che li abbiamo conosciuti, studiati, letti vivono in noi.

Non si torna indietro. No. Si con-vive, si condivide, si legge la vita come un insieme di relazioni dalle quali non possiamo prescindere, a partire da quella materna.

E' un percorso dunque anche interiore, per me lo è stato. Un percorso trasformativo perché è quello il titolo ed il leitmotiv che percorre tutto il filo del master nelle sue proposte più diversificate, discipline che dialogano contribuendo ad uno sguardo di ampio respiro su di noi, sul mondo, sul dove siamo e da dove parliamo, sulle nostre relazioni (in particolare le lezioni di Potente, Cima, Recalcati).

Non c'è trasformazione che non sia desiderata, ed allora questa è stata un'occasione colta, vissuta sino in fondo, che mi ha poi permesso di trasmettere ad altri questo desiderio, a coloro che seguo quotidianamente.

Per questo motivo sono convinta che da un punto di vista lavorativo possa essere utile indipendentemente dall'attività che si svolge, perché ti porta ad una trasformazione che poi sarà in grado di mutare lo sguardo e di comprenderne altri; perciò anche il tuo modo di lavorare non sarà più lo stesso.

Tutto ciò che mi sono portata come bagaglio è stato trasmesso ad altri e altre (docenti, alunni , genitori) ed è consistito nella scelta degli argomenti da trattare dal punto di vista didattico (tra cui tesine di fine anno e tesi di laurea), nella miglior gestione della classe, nella possibilità di creare gruppi di madri di ragazzi e ragazze DSA con le quali ho dato inizio ad un dialogo fatto di scambi di esperienze e di riflessioni comuni, nel poter dare consulenze attivando le conoscenze datemi nei laboratori (Faccincani, Cima, Buttarelli), di avere una maggiore attenzione verso l'orientamento scolastico e professionale (rimando alla vocazione in Zambrano).

Si aprono mondi, si è aperto anche quello del pensiero della differenza altro leitmotiv che percorre il master. Un pensiero vissuto nello stare con donne del gruppo che mi hanno aiutato nel percorso e con docenti che mi hanno illuminato (Prezzo, Buttarelli, Fanciullacci), contribuendo a rivedere le mie relazioni conflittuali a partire da quella materna. Un mondo che mi pone molti interrogativi ai quali cerco risposta, ed è per questo che la fine del master ha provocato in me una sensazione di smarrimento. Mi chiedevo: "Con chi potrò ancora parlare e discutere nei miei viaggi in treno, al telefono, durante le lezioni, di tutto ciò?".

Da qui l'esigenza di chiedere la possibilità che vi sia una continuazione.

   

Fabiane Albuquerque

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Fabiane Albuquerque - Diplomata Master nel 2015

Io sono brasiliana,  ho vissuto la condizion di migrante in Italia per 6 anni. Quando ho iniziato il master di filosofia di trasformazione ero in una fase di tante domande, transizione e sofferenza. Essere immigrata a Verona e al nord e convivere con il senso di superiorità della regione non era facile. Non avevo mai pensato che questo master mi avrebbe permesso di portare con me “la mia propria vita”. Era esattamentei qualcosa che mi toccasse l’anima la cosa di cui avevo bisogno e il master non ha soltanto sviluppato la mia conoscenza intelletualle, ma mi ha messo di fronte ai miei desideri, sogni, intuizione e soprattuto mi ha insegnato a  “pensare con radicalità”. Tanto  che le porte si sono aperta e io ho deciso di tornare a “casa”, in Brasile e nella mia casa interiore. Sono tornata piu forte per proseguire qua in Brasile i miei studi accademici. Mi hanno colpito molto le lezioni della Prezzo,  della Buttarelli, di Rosanna Cima, i laboratori  con la Faccincanni e tanti altri e altre. I libri che mi sono stati suggeriti mi hanno veramente transformata soprattutto “Quando la povertà diventa miseria”, “Il dio delle donne”, “Vai pure”. Oggi se guardo indietro il lavoro di transformazione che ho fatto posso  dire che questo master non era un mero caso.  Ci sono state anche delle divergenze di pensiero e  esperienza perche vengo dal  sud del mondo, dal Brasile, da una famiglia di afrobrasiliane e penso che l’internazionalità che mi ha formata mi ha permesso di vedere il mondo in un altro modo. E io non sono soltanto una donna all’universale, sono una donna afrobrasiliana, di una regione e di un altro mondo e sul mio corpo sono impressi 3 popoli (bianchi/portoguesi, indigeni e africani. Sono una donna di frontiera! Percio il pensiero della differenza non lo condivido appieno perche la differenza sessuale per me non è la piu radicale. Su di me ci sono altre differenze e non posso dire quale viene per primo in ordine di radicalità. Come ha detto una donna bianca: “io quando guardo allo specchio vedo una donna”. Mentre ribatte una donna nera “io quando guardo allo specchio vedo una donna nera.” Ma ho compreso che questo pensiero è nato da esperienze di donne e di una realtà diversa della mia e sono tanto grata a color che nel Master hanno rispettato le mie differenze. Oggi studio sociologia all’Università di Campinas (Sao Paulo) e sono tornata in Italia  a dicembre dell’ano scorsso per un interscambio con l'università di Verona tramite Rosanna Cima che mi ha ricevuta con le braccia e il cuore aperti.  E ogni tanto quando sono stufa del pensiero maschile  astratto (in grande parte bianco) della sociologia leggo i libri e gli appunti del Master. Ringrazio tutte e tutti quelli che hanno contribuito a questo mio percorso. Saluto dal Brasile.

   

Maddalena Spagnolli

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Maddalena Spagnolli – Rovereto – II ciclo:  2012-2014

 

Mi sono iscritta al Master quando,  dopo tanti anni di insegnamento di storia e filosofia al liceo, stavo avvertendo il rischio che si spegnesse in me l’amore per il mio lavoro;  sono stata spinta dunque dalla necessità di una rigenerazione, di un nutrimento culturale e di una ri-organizzazione delle varie esperienze  per rimotivarmi  rispetto al lavoro di insegnante, lavoro  che rischia di perdere il suo valore se nell’esperienza quotidiana non  viene  rinnovato il senso della relazione con le nuove generazioni  facendone un sapere consapevole.

Conciliare il lavoro scolastico con la frequenza alle lezioni è stato faticoso ma fattibile e la fatica è stata  sicuramente ripagata dalla qualità e dall’organicità dei percorsi  che il master offre, dagli stimoli culturali e dall’impostazione   pratica che lo caratterizza.

L’aspetto che ho maggiormente apprezzato del master  è stata la formazione al “prendersi  cura di chi cura” con particolare attenzione  al ‘chi’ come  soggettività segnata dalla  differenza sessuale.  E’ senza’altro in questa direzione che ho visto  l’originalità della proposta poiché coniuga due aspetti essenziali della formazione, cioè la dimensione pratico-esperienziale con l’imprescindibilità della soggettività sessuata e irripetibile. Questo taglio specifico permette di ritrovare una misura di orientamento in una  situazioni di grande disorientamento che caratterizza il mondo e la società del nostro tempo; situazione che  richiede una paziente cura di tessitura delle relazioni umane come condizione di salute dei singoli e della comunità stessa.

Così ho potuto sperimentare che la prospettiva che il master offre nella sua proposta apre alla formazione di un profondo senso, nello stesso tempo, di appartenenza e di responsabilità, che può essere considerato una sorta di radicamento nel proprio essere più intimo e del proprio essere nel mondo, radicamento mai scontato e dato a priori, ma che va continuamente interrogato in relazione alle trasformazioni proprie e della realtà in cui ci troviamo ad operare.

Dopo aver concluso il Master  ho potuto sperimentare l’efficacia di questo percorso: con  maggior forza e determinazione sono riuscita a coinvolgermi più direttamente nella vita della comunità scolastica non solo rispetto agli studenti ma anche rispetto a colleghe/i con alcune/i dei quali, da qualche anno,  ho costituito un gruppo di riflessione sulle questioni che via via ci coinvolgono nelle trasformazioni che la scuola sta vivendo. Inoltre ho trovato anche maggior  motivazione nell’impegno politico con un gruppo di donne con cui da anni collaboro nella mia città. Il master ha contribuito a mettere ordine nelle pluralità delle mie esperienze (tra cui per me quella fondamentale della frequentazione del pensiero della differenze sessuale nella comunità di Diotima al cui pensiero questo Master si ispira) e di trovare un orientamento più  definito   nel mio percorso personale e “politico” in senso ampio.

E’ un percorso formativo che consiglio vivamente  a chi opera in ambiti che coinvolgono profondamente la dimensione relazionale per trasformare quell’ esperienze in un sapere di senso e desidera starci con libertà  avendo a cuore il rispetto per la propria e altrui singolarità umana nell’appartenenza  al comune mondo in trasformazione.

   
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